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NESSUN PROBLEMA: QUANDO LO DICI, ESISTE!

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Molte volte mi capita di assistere a scene nelle quali una persona, scusandosi per un ritardo, un lavoro incompleto, un deficit nelle altrui aspettative, chiedendo venia per la mancanza commessa, viene rassicurato con un improbabile “nessun problema”.

“Nessun problema” nella mia testa suona come “stronz*, potevi anche …”. Perché quando sento il termine “problema” nella mia testa il problema si materializza. Oltretutto, in situazioni (ad esempio) lavorative, è una frase che sento pronunciata principalmente da livelli operativi verso livelli manageriali, o da fornitore a cliente, quasi a prostrarsi ad una sudditanza della serie “tu sei il capo/cliente, caz*o vuoi che ti dica? Tanto c’hai sempre ragione…”.

Quindi, siccome ritengo inutile stare a prendersi in giro, visto che da ambo i lati si sa che a causa di un ritardo di qualsiasi tipo spesso un problema si genera, trovo abbastanza inutile cercare di fare i gentili a tutti i costi, da una parte scusandosi e dall’altra fingendo non sia successo nulla di che.

Quindi? Che risposte possiamo dare a chi ci palesa una mancanza?

Scartato il “nessun problema”, direi che esistono molte alternative, assertive, che si possono usare. A patto che la propria onestà intellettuale sia sufficientemente robusta e congrua  con le azioni. Vediamo alcuni esempi [B1=risposta tipica; B2= risposta assertiva]:

A: guarda, non ho fatto in tempo per la riunione …
B1: nessun problema … [era buono il cappuccino al bar?] B2: la riunione l’abbiamo fatta comunque, abbiamo preso queste decisioni e sto predisponendo la minuta a beneficio di tutti; entro mezzogiorno la spedisco per email.

A: scusami, so che il lavoro è incompleto, ma non ho ricevuto il materiale da tizio …
B1: nessun problema, quando lo riceveremo metteremo a posto [mer*a dovrò fermarmi di più in ufficio per fare l’attività] B2: ho immaginato potessero esserci dei problemi, quindi ho fatto XYZ per produrre un lavoro consistente. Per far questo ho posticipato l’attività K che ho classificato a minor priorità, e che concluderò mentre tu potrai revisionare la relazione integrandola con il nuovo materiale.

A: ciao, ho trovato traffico per cui arrivo solo adesso, scusami il ritardo (di 30 min)
B1: nessun problema, succede [lo sai che per venire a X devi partire 40 minuti prima perché solitamente c’è molto traffico] B2: ho approfittato del tempo per mandare avanti altri lavori e riprogrammare l’attività di oggi e poter gestire comunque 1h30 di meeting

Insomma, che si tratti del tuo capo o di un cliente, hai sempre un modo migliore per rispondere, evitando facili presupposizioni o distorsioni. Ma facendo vedere che al tuo lavoro ci tieni e che sei una persona affidabile e orientata all’obiettivo.

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