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COME E PERCHÉ: LA RICETTA INFALLIBILE PER USARLI

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Inizio con un esempio. Una ricetta: servono uova, burro, zucchero, farina, lievito, cioccolato, fecola, marmellata e panna, mettete assieme, mescolate, cucinate, ed esce una Sacher buonissima … capiremo alla fine dell’articolo il perché di tale “ricetta fantasia”.

Probabilmente avrai letto su alcuni libri, articoli o riviste che parlano di PNL (direttamente o indirettamente), o sentito in giro che COME e PERCHÉ sono utili se usati in certi contesti e basta (a me è capitato 4 volte negli ultimi 10 giorni).

Ad esempio, viene detto che il PERCHÉ è poco utile quando si affronta un problema in quanto ti ci affossa facendoti concentrare sul problema, mentre il COME è utile in quanto ti fa trovare una soluzione. Viceversa, i rapporti si invertono quando cerchi di compiere una azione, in quanto il COME ti affossa nel pensiero “negativo”, mentre il PERCHÉ ti fa trovare motivazione per agire.

Ebbene, consentitemi di dire che questa è una informazione PARZIALE, perché tutto dipende dalla QUALITÀ della domanda che ci si pone e dall’obiettivo che vogliamo raggiungere.

Per fare chiarezza, vediamo alcuni esempi che vengono classicamente riportati:

1. “ho un problema in quanto non riesco a fare una certa cosa”.

a) se ti chiedi “PERCHÉ NON RIESCO A FARE …” è certamente vero che ti fossilizzi sul problema, che ti fermi a pensare a cosa l’ha causato o al perché non sei capace di uscirne e quindi restando dentro al perimetro che l’ha originato, permani nel problema.
b) mentre se ti chiedi “COME POSSO RISOLVERE … (o cosa posso fare)” è altrettanto vero che ti poni ad un altro livello di pensiero per trovare come aggirare l’ostacolo e superare la questione.

2. “voglio fare questa cosa ma non so come si fa/mi secca farla”.

a) se ti chiedi “COME POSSO FARLA (o cosa posso fare)” poiché ignori le abilità che ti servono, oppure è una cosa che ritieni noiosa, ti focalizzerai sulla tua incapacità o noia, e non troverai motivazione.
b) viceversa chiedendoti “PERCHÉ VOGLIO FARE …” darai una spinta alla tua motivazione e troverai le risorse interiori per farla; insomma ti dai motivazione.

Fin qui tutto chiaro, e il concetto non fa una piega.

MA

stiamo usando delle domande formate in modo viziato per dire che PERCHÉ e COME vanno bene in alcuni contesti e non in altri.

Proviamo a riformulare le domande che ho posto negli esempi precedenti, in un altro modo, rovesciando l’assioma di partenza.

1. “ho un problema in quanto non riesco a fare una certa cosa”.

a) se ti chiedi “PERCHÉ VOGLIO FARE” una certa cosa, i tuoi pensieri si spingeranno a trovare una motivazione, e con essa il modo di aggirare l’ostacolo.
b) se ti chiedi invece “COME CI SONO FINITO DENTRO” continuerai a rimuginare sulla questione, sul come ci sei finito/a dentro e non ti muovi da lì.

2. “voglio fare questa cosa ma non so come si fa/mi annoia farla”.

a) se ti chiedi “COME POSSO ACQUISIRE LE COMPETENZE PER FARLA” i tuoi pensieri si azioneranno per capire chi/cosa/come ti serve svolgere delle azioni per evadere la pratica e proseguire la tua vita.
b) viceversa chiedendoti “PERCHÉ è CAPITATO A ME DI DOVER FARE ….” darai un blocco alla tua soluzione, cuocendoti nel brodo del problema e di come ci sei finito dentro.

Ecco che, quanto dimostrato con la prima parte dell’esercizio, viene capovolto e adesso nei reciproci casi 1-2 è più utile il COME al PERCHÉ e viceversa.

Generalizzazione di concetto? Distorsione di significato? Possono essere vere entrambe. Il mio intento non è trovare un’etichetta; il mio intento è dire “usate la testa”.
Se qualcuno vi da una ricetta, dicendovi che in un caso va bene il PERCHÉ e nell’altro il COME, vi sta dicendo metà della ricetta. L’altra metà, risponde alla domanda: “cosa voglio ottenere, e come mi pongo la domanda più utile per pensare a come ottenerlo?”.

Questa è la vera domanda UTILE che potete farvi. E in base alla risposta che vi date, capire se usare il COME o il PERCHÉ diventa SUPERFLUO. In quanto userete indistintamente l’una o l’altra, a seconda dei casi, in base a come preferite ragionare per trovare una soluzione, perché siamo diversi gli uni rispetto agli altri.

Quindi, in conclusione: attenzione alle ricette pronte all’uso senza indicazioni per aiutarvi a chiedervi come siete abituati a pensare, e senza darvi strumenti ed indicazioni per assemblare la torta.

Alla fine, è semplicemente il tipo di pensiero che vuoi attivare a fare la differenza, indifferentemente da un come od un perché!

 

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