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IL LINGUAGGIO DEL CORPO, RESO SEMPLICE

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Il linguaggio del corpo include tre tipi di trasmittenti, ovvero del modo che abbiamo di esprimerci, al di la delle parole che pronunciamo. Esse sono:

  • l’APTICA, ovvero le espressioni facciali, i gesti ed i contatti che compiamo; un esempio è quando, a causa dello stress, iniziamo ad aumentare la frequenza del battito di ciglia
  • la CINESICA, ovvero i movimenti fisici che realizziamo; un esempio è dire durante una testimonianza, che l’auto girava a dx muovendo però le mani o braccia verso sinistra
  • il NON VERBALE, ovvero l’apparenza, la postura e le modulazioni della voce; un esempio sono il come vestiamo, come ci presentiamo e il tono, frequenza e timbro della voce

Il linguaggio del corpo (in seguito LDC), addirittura coinvolge il 65% circa della comunicazione nel suo complesso, e può arrivare al 100% tra due persone che fanno l’amore.

Quando siamo piccoli, la prima cosa che ci viene insegnata è a mentire verbalmente. Se ci pensate, quante volte è capitato sentire da mamma o papà un “adesso arriva XYZ, mi raccomando saluta con gentilezza e dimostrati affettuoso/a“? Questa è uno dei primi approcci alla bugia verbale. Tuttavia il LDC è molto più difficile da addomesticare ed istruire, motivo per cui saperlo leggere è importante per capire realmente cosa sentono le persone e comunicare in modo più efficace.

Certo, non esiste una interpretazione unica del LDC. Esistono dei gesti comuni, detti Universali, ma in generale non è vero che se una persona incrocia le braccia sia per chiusura; può semplicemente essere comoda. Per capire quindi il vero significato, bisogna calibrare la conversazione, lo stato base delle persone, e comprendere le alterazioni di questo stato durante l’espressione verbale o la reazione all’ascolto.

Detto questo, i principi del linguaggio del corpo sono semplicemente espressi da pochi concetti basilari. Ricondurre il comportamento a questi concetti significa aver acquisito una buona destrezza nel riconoscere la lingua che parla il vostro interlocutore. Quali sono tali principi?

Derivano dalle ricerche di Paul MacLean, il quale individuò tre aree primarie nel cervello, dividendolo in appunto, tre parti:

  1. ARCHI-CERVELLO, o cervello staminale, sede dei ricordi e delle reazioni primordiali dell’uomo;
  2. PALEO-CERVELLO, o cervello limbico, fondamentale nel linguaggio non verbale, ed identificabile come il cervello “onesto”. E’ infatti lui a regolare gli input che derivano dallo staminale e dal neopallatio;
  3. NEO-CERVELLO, o neopallatio, deputato all’analisi cosciente e alla decodifica dei processi cognitivi e della memoria. E’ il cervello che ci fa dire le cose in antitesi al limbico, e quindi che ci chiede coscientemente di mentire.

Anche le reazioni primordiali che il cervello limbico gestisce, sono di tre tipi:

  1. FISSITA’, ovvero l’immobilizzazione del corpo, che si trovi da solo o in compagnia di altre persone; è il meccanismo di molti animali, è la sensazione di “gelo nelle vene” e di immobilità che ci prende in certe situazioni.
  2. FUGA, quando a fronte di un pericolo, iniziamo a correre a gambe levate, o almeno l’avremmo fatto se gli stereotipi e le convenzioni della vita attuale lo consentissero; questa fuga viene oggi mascherata da molti gesti e movimenti incontrollati
  3. CONFLITTO, quando saremmo pronti ad attaccare, a reagire; anche in questo caso, salvo alcune sporadiche e rarissime volte, comportamenti mascherati da emozioni e gesti di un certo tipo ai tempi odierni.

Ciascuna reazione altera lo stato di quiete o di naturalità del comportamento di una persona, che per riconquistarlo adotta dei gesti PACIFICATORI, atti cioè a ristabilire la quiete e ripristinare la situazione base.

Capito questo, siamo a un ottimo punto. Ti invito a seguirmi e rimanere sintonizzato, per i prossimi appuntamenti dove spiegherò i pacificatori e molto altro di quanto ho appreso dei meravigliosi significati del LINGUAGGIO DEL CORPO.

 

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