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Pensare con le mani e Lego Serious Play (R): ma cosa vuole dire?

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Può essere un gioco una attività seria, al punto da creare percorsi di coaching e attività per il miglioramento della produttività, che risultino efficaci proprio perché giocati con i famosi mattoncini?

Andiamo con ordine; il motivo per il quale coi mattoncini sia tutto così immediato è in gran parte dovuto agli stessi motivi per cui da bambini, quando giocavamo coi lego, riuscivamo con 3 pezzi a dare sostanza a numerose forme e significati, di cui ancora oggi abbiamo ricordo. Quindi, se adotti la metodologia costruttiva per attribuire significato ai diversi pezzi, per gli stessi motivi sarà più facile che ti ricordi cosa hai prodotto. Appare un bel po’ diverso dai soliti meeting o brainstorming tutti slide-penna-quaderno dove alla fine si esce con tanta nebbia in testa e le idee meno chiare di quando si inizia.

inizia da qualche parte: non puoi costruirti una reputazione su quello che intendi fare (H. Ford)

Come secondo elemento, la partecipazione tra le persone è un altro dei massimi scopi di LSP. I classici business-meeting infatti soffrono di alcuni problemi, tra i quali i principali tre:

  1. l’80% delle cose è detto dal 20% delle persone. Può essere per timidezza, scarso interesse o paura di dire cose sbagliate, ma le statistiche confermano questo incontrovertibile dato;
  2. il “leader” che guida il meeting è tipicamente ancor più impaurito che qualcuno scardini la sua strategia, e guida il meeting secondo logiche e strategie che guidano alle sue conclusioni;
  3. gli appunti non sono focalizzati: tipicamente si prendono grandi elenchi puntati di appunti, con frecce e collegamenti improvvisi, e poco spazio per ampliare le idee.

LSP invece controverte questi 3 esempi con veemenza e semplici, divertenti ed applicabilissime regole:

  1. tutti partecipano. È un assunto del core process di LSP, che by design richiede l’intervento paritetico di tutti i partecipanti ;
  2. il facilitatore non è tipicamente il leader di un team, e se lo è ha abbracciato una mentalità di apertura totale nei confronti dei partecipanti;
  3. poche note, principalmente concetti/parole chiave, e molte foto degli scenari costruiti: sono i modelli che raccontano le esperienze spesso attraverso potentissime metafore – oltre che essere significativi perché osservabili, toccabili e rappresentativi della realtà.

Abbiamo bisogno di persone brave, non solo di brave persone (H. Ford)

Ovviamente, per mettere in pratica quanto descritto, è necessario che i leader delle aziende siano effettivamente persone coraggiose che non hanno tutte le risposte e che anzi sono piacevolmenti felici di accogliere idee e suggerimenti dai loro collaboratori. D’altro canto, come dice Henry Ford (se non si è capito, uno dei miei preferiti):

mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo

Sei un manager che pensa di saperne sempre una più del diavolo? Ricorda che

se ciascuno di noi assumesse persone più piccole di noi stessi, diventeremmo un’azienda di gnomi (D. Ogilvy)

Veniamo al dunque: perché pensare con le mani? Il concetto deriva da una evidenza neuroscientifica: il 70% circa delle connessioni neurali, serve a governare mani, dita e polsi. Pertanto, quando dobbiamo pensare, certamente mettiamo in atto meccanismi che azionano tali articolazioni (e, molti, iniziano a giochicchiare con quanto capita a tiro).

Fortunatamente, le scoperte neuroscientifiche dicono anche che vale il viceversa, ovvero azionando tali articolazioni del corpo, vengono solleticate anche le corrispondenti aree cerebrali. Quindi, muovendo le mani, attivi almeno il 70% del tuo cervello. Interessante, vero?

Ecco svelato un motivo per cui, le idee migliori, quelle che non volevano uscire, vengono quando facciamo lavori pratici: dipingere, bricolage, o semplicemente uno shampoo sotto la doccia 🙂

Quale miglior parte per iniziare quindi, se non un divertente e meraviglioso workshop per creare gli elementi che faranno da potentissimo collante per il tuo team?
Perché ricorda:

anche ciò che non fai, rivela le tue intenzioni

Proprio per questi motivi, contattami qui, su LinkedIn e su Facebook per organizzare quanto prima il tuo workshop Lego Serious Play.

E ricordati di seguirmi per scoprire nuove curiosità su questo entusiasmante mondo Lego Serious Play.
A presto!

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