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Il principio di inequità e il vantaggio accumulativo: nella vita, come nel business.

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Immagina una foresta. E due piante, che crescono una a fianco all’altra. Come crescono?

Ogni giorno è in atto una competizione: una cercherà di prendere più sole, terreno e nutrienti dell’altra. Se una pianta può crescere un po’ più velocemente dell’altra, si può anche alzare maggiormente, prendere più luce e più nutrienti. L’energia supplementare le consente di rafforzarsi e crescere ancora di più. Questo modello continua finché la pianta più forte prevalicherà l’altra.

La pianta vincente avrà un enorme vantaggio: migliore capacità di diffondere i semi e riprodursi, aumentando la presenza nelle future generazioni. Questo processo viene ripetuto ancora e ancora finché la specie domina l’intera foresta.

Gli scienziati si riferiscono a questo effetto come vantaggio accumulativo. Un piccolo vantaggio che in relativamente poco tempo diventa un ampio margine.

Nella foresta amazzonica, ad esempio, ci sono circa 400 miliardi di piante categorizzate in 16.000 specie. La metà di queste è classificata su 227 specie, definite iperdominanti. (dati: RAINFOR Consortium, 2013)

Cioè, l’1.5% delle specie prende il 50% dei nutrienti.

La stessa cosa, avviene tra te e le persone che frequenti, e tra la tua Azienda e i tuoi Clienti.

Il principio di inequità

Pareto era un economista italiano che studiando la distribuzione della ricchezza, arrivò a dimostrare a fine ‘800 che poche persone possiedono la maggior parte delle ricchezze. Tale principio, noto come principio 80/20 (i numeri statistici oscillano tra 95/5 e 65/35 circa a seconda dei casi esaminati), fu largamente adottato dagli economisti.

Tuttavia, anche negli sport, si può dire che il 20% delle squadre ha vinto l’80% dei trofei. In dettaglio il campionato di calcio Italiano, vede 3 squadre (18% dei vincitori) possedere circa il 65% dei titoli. Il secondo 20% detiene il 20% dei titoli ed il terzo 20% detiene il 10% dei titoli.

Perché accade? Per il concetto del vantaggio accumulativo.

Nella vita come nel business

Tutto ciò accade anche nelle nostre vite e nei nostri business. Come le piante, anche gli uomini competono per le medesime risorse. Gli imprenditori per i fatturati, ossia i Clienti. I politici per i voti, ossia le persone. Gli atleti per le vittorie. I media per l’attenzione oraria.

La realtà, è che i vincenti godono di soddisfacenti ricompense.

Immagina un campionato di maratona. La differenza tra il primo ed il secondo può essere, alla fine, di 1 solo punto di distacco. E quel punto deriva da differenze di pochi secondi accumulati nelle diverse gare. Alla fine, solo uno prenderà la coppa d’oro. Così come, solo uno vincerà il progetto con un certo Cliente, e solo uno avrà ragione di andare al cinema a vedere un certo film. O ottenere quel lavoro.

Morale: ti serve essere appena migliore dei tuoi concorrenti per ottenere – quasi – tutta la torta.

Non è tutto sempre così, semplicemente ogni area di vita reale è affetta da risorse limitate, e che sia volontaria o involontaria c’è competizione per accaparrarsele.

In queste situazioni, essere un po’ migliori dei tuoi concorrenti ti porta a ricompense maggiori, perché chi vince, prende la coppa, il sole, il nutrimento, prende tutto. Il vantaggio di essere un po’ migliore, non porta a un po’ più di guadagno, ma all’intero guadagno. Il vincitore prende 100, chi perde prende 0.

Applicazione

Se un’azienda ha un prodotto migliore, più persone potenzialmente lo comprano. Il fatturato aumenta e l’azienda investe. Acquisisce nel tempo collaboratori sempre migliori. L’azienda cresce. Domina.

Il margine tra accettabile e soddisfacente è contemporaneamente immenso e piccolissimo. Immenso in termini di risultati; piccolissimo in termini di differenze.

E per stare in cima, per avere il tuo premio, è sufficiente che tu sia un po’ migliore della tua concorrenza.

Nel tempo, chi è leggermente migliore ottiene la maggior parte dei premi. Chi non lo è, finisce con nient’altro.

Come diceva Matteo [13:12]:

Perché a chiunque ha sarà dato, e sarà nell’abbondanza; ma a chiunque non ha sarà tolto anche quello che ha.

Pensaci.

 

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