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Identità, abitudini, ambiente: costruire strategie di successo

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la vita non è quella che dovrebbe essere ma quella che è; è il modo di approcciarla che fa la differenza
[Virginia Satir]

Partendo da questa frase, ho l’intuizione che mi serve: porsi un obiettivo è utile per tracciare una direzione, ma diventa poco utile quando la “vita” si mette in mezzo.

Ritengo sia potentissimo affermare che, rispetto agli usuali metodi di concentrazione, il focus è meglio porlo anziché sull’obiettivo da raggiungere, sul processo che guida le proprie scelte. Ciò proprio perché, se è possibile prevedere con buona probabilità cosa accadrà domani, quanto affidabile diventa prevedere cosa può succedere tra 3 mesi (ad esempio)? Quasi nulla.

Capiamo il perché assieme.

Focus e concentrazione

Quando il processo è coerente e lo seguo con la dovuta attenzione, troverò il modo di valicare gli ostacoli modificando (quando serve) il processo stesso: la chiamo modalità “no-panico” perché non ho date da rispettare per sentirmi moralmente a posto con l’obiettivo. E tutto fluisce.

Quando l’attenzione è sull’obiettivo, la sensazione che qualcosa possa frapporsi tra te e l’obiettivo, dilatando date o rendendolo meno eccitante o fuori orizzonte temporale, può farti entrare in ansia, creare preoccupazioni, non farti sentire soddisfatto e anzi nella mia esperienza con diverse persone, aziende, team e associazioni succede proprio questo:

l’ansia da prestazione all’approssimarsi della data, peggiora vistosamente le cose.

E non dipende dalla ripianificazione dell’obiettivo, che pure viene fatta. Deriva tutto da come si vive in armonia col proprio essere per raggiungere l’obiettivo.

Pertanto ritengo più efficace e l’esperienza me lo conferma, che l’obiettivo diventa un “di cui” del preocesso e che quando consolidiamo le (nostre! personali! uniche!) buone abitudini e dirigiamo la nostra attenzione e focus sul processo, l’obiettivo viene spessissime volte raggiunto prima di quanto si potesse ipotizzare.

Morale: obiettivo, per definire la direzione; focus sul processo, per ottenere risultati.

Motivazione al miglioramento: un approccio efficace

Moltissime offerte che si trovano su diversi canali, di persone lette o conosciute, più o meno famose, lavorano su aspetti evocativi ed emozionali nei loro Clienti e scrivono frequentemente su argomenti di “spinta” o su come formare buone abitudini propedeutiche ai risultati. Che sono assolutamente necessarie!

Ma c’è dell’altro.

Confermare la propria identità è molto più importante che raggiungere risultati ambiziosi. Se vuoi motivazione, allora leggiti le frasette di personaggi famosi, pòmpati con qualche video da YT, leggiti un libro sulla motivazione o appiccicati come una cozza a dipendere da chi ti fa vedere quanto sono bravi senza dirti come. Tutto ciò inizierà ad esaltarti, a gasarti, e dopo poco userai molto più tempo dietro a queste inutilità, che non a raggiungere ciò che senti appartenerti. Hai già avuto esperienze simili, vero?

Praticamente chiunque nella sua vita ha l’aspirazione a perdere chili in eccesso e diventare più forte, sano, o migliorare le performance sportive, del proprio business, o dell’armonia familiare o lavorativa.

Ma anche se siamo ispirati al “fare meglio” e siamo mossi da giuste leve, non è semplice iniziare nuovi comportamenti, prendere decisioni e fare azioni utili a ciò cui tendiamo, in modo prolungato nel tempo.

Il rischio in agguato, anche iniziando, è quello di tornare a vecchie abitudini insane. E spesso è così.

Tu che dici?

Le abitudini e i comportamenti per una vita armoniosa

Tuttavia, e per nostra gioia, siamo tutti nati “senza conoscere” quelle abitudini che oggi vorremmo cambiare, o quei comportamenti che oggi se cambiassero pensiamo ci risolvano molte situazioni. Siamo nati “noi stessi” e qualcosa ha innescato pessime abitudini che poi vogliamo cambiare.

Ebbene, quel che pochi fanno, per arrivare a risultati tangibili e profondi, è lavorare a livello di identità.

È relativamente semplice fissare un obiettivo ben formato

voglio perdere 5Kg entro metà Agosto, facendo palestra 3 volte a settimana, dalle 20 alle 21:30, e mangiando solo verdure per almeno 7 pasti a settimana”).

Allora, stili tabelle, organizzi il tempo, predisponi propedeuticamente i giri ai supermercati per le spese utili all’obiettivo.

Ma per chi lo facciamo? E cosa facciamo, ovvero quali performance e apparenza vogliamo raggiungere?

Quante volte capita poi, che si torni a vecchie abitudini che smontano il lavoro fatto?

Tutto ciò è importante, ma è diverso dalla risposta alla domanda:

Chi sento e credo di essere?

Puoi ottenere il risultato di correre la VENICE MARATHON e completarla nel tempo a te congeniale, ma finché non ti sentirai RUNNER dentro, la Venice Marathon non sarà mai un tuo obiettivo. Perché correre non è un tuo obiettivo. Sarà l’obiettivo di qualcun altro, che sarà in grado di farti credere che sia anche il tuo.

Fai tuoi gli obiettivi. Intimamente.

Lavora sull’identità per modificare le tue abitudini

Finché non comprendi e modifichi questo elemento di te, questa influenza che ricevi e che fa in modo che tu ti comporti per piacere e non perché sei,  la possibilità di tornare alla “vecchia” ed inutile modalità è molto alta. E allora l’obiettivo non è mai stato tuo, ma, appunto, di APPARENZA e PERFORMANCE momentanea.

Lavora sulla tua identità.

È il miglior augurio che posso farti, ed il miglior strumento che posso darti, per ottenere risultati duraturi ed acquisire abitudini che si consolidano per te.

Territorio e abitudini

La motivazione a livello di identità è certamente molto importante, ma probabilmente inefficace senza un altro elemento che andrò a rivelare ora.

Ho letto un libro che parla di come i diversi continenti hanno forme diverse; le Americhe si distendono prevalentemente in verticale, così come l’Africa, mentre Europa ed Asia, collegate tra loro, si estendono in orizzontale.

E quindi, potreste pensare?

Quindi, il territorio gioca un effetto enorme nel guidare i comportamenti degli abitanti di quelle terre, nei secoli di storia passata, presente e futura. Perché i differenti climi, terre, mari, influenzano questi comportamenti, le attitudini, le abilità e le capacità, nonché le convinzioni e i valori.

Se vuoi ottimizzare il tuo successo, devi considerare dove operi, il contesto, l’ambiente.

Analisi del territorio

Quindi, prendendo ad esempio l’agricoltura, un coltivatore di pomodori in Canada, per quanta motivazione, volontà, voglia, spirito ci metta, difficilmente riuscirà a produrre una qualità di pomodori buoni come in Europa.

E non può esistere alcuna evidenza che il Canadese non sia più talentuoso, motivato, focus-oriented e con un obiettivo stratosfericamente preciso.

Quindi? Quindi, nonostante, per certo, la motivazione influisca sulle scelte che si prendono, sul come si agisce, sulle proprie credenze limitanti o potenzianti, l’ambiente è un elemento fondamentale da sistemare prima, durante e dopo le abitudini che ti guidano per raggiungere il tuo scopo.

Adattare le abitudini al territorio, o il territorio alle abitudini

Per eccellere in ciò che vuoi, puoi diventare la persona che può farlo, e per farlo devi provare a te stessa costantemente la corrispondenza con la tua identità. Tutto qui, è semplicissimo.

Per farlo, ci sono due semplici passaggi da seguire:

  1. decidere che persona vuoi essere
  2. darti significative e continue prove di identificazione con la tua identità

L’obiettivo non è raggiungere il risultato il prima possibile, ma diventare la persona che può raggiungerlo compiendo un passo alla volta.

Se ti alleni continuamente, sei il tipo di persona che si rafforza e si abitua. Quindi, prima sviluppa l’identità di chi si allena con costanza, frequenta gli ambienti giusti, e poi punta al processo che ti garantirà le performance.

Un esempio pratico: tutto insieme

voglio allenarmi per perdere peso, per sentirmi più in forma, avere più energia.

A livello di identità: pensa a quanto tu sei una persona sportiva, sana, con ottime abitudini alimentari; prendi le tue decisioni come allenarsi 3 volte a settimana. Quindi, arrivi a casa la sera dall’ufficio stanc*, hai la borsa da preparare, che noia piove e non c’ho voglia di andare in palestra (ad esempio).

A questo punto, creati le abitudini, secondo il tuo flusso: scegli la palestra lungo la strada che fai per andare o tornare da lavoro, o in un percorso che sai farai almeno 3 volte questa settimana. Ciò che vogliamo fare, se lo vediamo, avrà un’influenza positiva. Ad esempio, stai tornando a casa ma vedi la palestra e la contro-voglia di stare in divano non si attiva, anche se piove comunque sei davanti all’ingresso, parcheggi e ci entri perché non ti cambia nulla.

Infine il contesto: è scientificamente provato che la stessa quantità di cibo su un piatto piccolo o grande genera due sensazioni diverse: appagamento (piatto pieno) VS frustrazione (piatto mezzo vuoto). Quindi, meglio mangiare meno su un piatto piccolo (che sembrerà pieno donando appagamento) piuttosto che mangiare lo stesso su un piatto grande (che sembrerà mezzo vuoto e regalando frustrazione).

Sempre sul contesto, molto importante se non fondamentale: dove riporre le cose nel frigo? Scegli per gli alimenti più salutari il ripiano ad altezza occhi. È comprovato da diverse ricerche che tendiamo a mangiare maggiormente ciò che vediamo. Le usano nei supermercati per vendere, inconsciamente la usi a casa per sistemare il frigo.

Vuoi mangiare carote? Fregatene dei cassetti frigo in basso, metti le carote nel ripiano ad altezza occhi; anzi, per lo stesso principio, riponi le cose delle quali puoi potenzialmente fare a meno proprio nei cassetti: lontano dalla vista, lontano dalla bocca

e statisticamente, son proprio le cose nei cassetti in basso del frigo che vanno a male per prime e buttiamo perché le lasciamo là più a lungo: ora hai capito il perché.

Conclusioni

Focalizzati e concentrati a livello di identità. Scegli la persona che vuoi essere, dittelo, datti dimostrazioni, trova tutti i modi per confermare ciò che ti dici.

Quindi comportati da persona tale: nelle scelte, nelle strategie, nel contesto, ambiente in cui sei.

Infine, creati il contesto in linea con il processo: favorisce il tuo comportamento, le abitudini, e sostiene la tua identità.

Come avrai intuito, e come detto in apertura, è il processo che guida le tue scelte verso il tuo successo.

Fluisci!

 

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6 pensieri su “Identità, abitudini, ambiente: costruire strategie di successo

    1. Caro Marco, credo l’importante è che sia utile, ed il tuo prezioso feedback alimenta la mia volontà di scrivere contenuti interessanti. Un saluto!

  1. Ciao Enrico..che dire….. come sempre.è un piacere leggerti! Quello che scrivi è quello che senti e che vivi ogni giorno e diventa, per noi che leggiamo (di sicuro per me!), prezioso materiale di riflessione e di aiuto.
    Grazie per i tuoi “appuntamenti ” quotidiani!
    Ps….spero che tra i tuoi obiettivi futuri ci sia un libro! Devi……

  2. Uno dei pochi articoli che ho letto con attenzione sino alla fine! Condivido appieno quanto hai scritto e proprio il deviare da ciò che vogliamo essere è la genesi della nostra sofferenza.
    Complimenti

    1. Ciao Roberta, mi fa piacere averti incollata alle parole, e da quello che dici qualche riflessione l’ha portata anche a te. Feedback prezioso per farmi capire i temi che stanno più a cuore. A presto con una sorpresa sul tema!

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